martedì 21 giugno 2016

Tre X ventiquattro

Dopo 24H ricche di emozioni, sorpassi, staccate, sole, pioggia e colpi di scena, tutto si è deciso negli ultimi tre minuti quando  la Toyota #5 di Davidson/Buemi/Nakajima, dopo aver battagliato e comandato per più di un quarto di gara, ha rallentato tantissimo per una perdida di potenza che ha portato la vettura nipponica a fermarsi sul traguardo quando mancava un giro alla fine nella disperazione del team giapponese.

A quel punto la Porsche 919 HY #2 affidata a Dumas/ Jani/Lieb è passata al comando delle operazioni ed ha trionfato sotto la bandiera a scacchi imponendosi per la 18° volta nella classifica francese, la seconda consecutiva e la seconda in campionato dopo la vittoria a Silverstone.
La casa tedesca ha dimostrato grande determinazione credendoci fino in fondo dopo la perdita della #1 per problemi tecnici nella notte.

La sfortunatissima Toyota #5 è riuscita terminare la corsa dopo aver sudato le fatidiche sette camice per portarla sotto la bandiera a scacchi chiudendo seconda senza riuscire a portare a casa la vittoria che in casa Toyota non è ancora arrivata ma tutti gli sforzi sono stati vani dato che la vettura #5 non è stata classificata per aver compiuto l'ultimo giro di gara oltre il tempo limite consegnando dunque il secondo gradino del podio alla vettura #6 di Sarrazin/ Conway/Kobayashi.
La terza piazza è andata all'Audi #8 di Duval/Di Grassi/Jarvis che ha preceduto la #7 che ha avuto problemi di affidabilità incappando in una serie di problemi che hanno colpito entrambe le vetture già nelle prime ore della corsa.

In P1 la spettacololare competizione tra Toyota e Porsche ci ha fatto divertire con strategie molto differenti. Toyota si è dimostrata veloce e soprattutto si è dimostrata molto performante in ottica risparmio riuscendo a prolungare la sosta di uno/due giri ad ogni stint.

In LMP2 abbiamo assistito a uno spettacolo entusiasmante che ha visto primeggiare la vettura #36 gestita dalla Signatech Alpine che ha portato alla vittoria il terzetto formato da Richelmi/ Lapierre/
Menezes che hanno battuto la #26 di Rast/Runisov/ Stevens che dopo qualche inprevisto e penalità dovute a irregolarità in pit lane sono comunque riusciti a prendere un secondo posto con una determinazione paurosa che li ha invogliati a provare il tutto per tutto fino alla fine.
Terzo posto per la vettura del SMP Racing #37 di Petrov/ Shaitar/ Ladygin davanti alla Gibson #42 dello Strakka Racing distanziata di molto dal podio.


Prestazione sotto tono per RGR Sport By Morand e per l'Extreme Speed Motorsport mentre buona gara per il Panis Bartez Competition che è riuscito a terminare la gara in 8° piazza. Sfortuna per la Manor, dopo una buona prima parte di gara, per Michael Shank Racing, Thiried By Tds Racing e per il KCMG che per vari motivi sono stati rallentati.
Da sottolineare la disastrosa gara per il Pegasus Racing che ha sbagliato per tre volte la staccata alla curva Mulsanne con tutti e tre i piloti per poi finire in fumo nel rettifilo che porta al curvone Indianapolis.

Dopo la regolazione del BOP, la GTEPRO ci ha fatto divertire come sempre e la vittoria è tornata in America ma non nella fabbrica della Corvette ma in quella della Ford che si è imposta con la vettura #68 affidata a Hand/ Müller/ Bourdais riuscendo a riportare la vittoria al famossissimo marco americano dopo l'ultima vittoria sul circuit de la Sarthe che risaliva al 1969.

Gli americani hanno dinostrato superiorità portandosi a casa la prima e la terza posizione con la #68 di Dixon/ Briscoe/ Westbrook ma non la seconda che ha visto intrufolarsi la vettura #82 di Fisichella/Vilander/Maluccelli che potevano far qualcosina in più se a 3H dalla fine Tony Vilander non commetteva l'errore di girarsi in uscita dalle curve Porsche.

Ferrari, tolta la prestazione del Risi, ha avuto un week-end nero considerando che entrambe le vetture di AF-Corse non hanno terminato la corsa e sono state assillate da problemi.Corvette, Porsche e Aston Martin vengono rispedite a casa con una sonora sconfitta, un vero peccato perché tre vetture in più che si giocano la gara fanno solo bene allo spettacolo.
Da Corvette ci si aspettava tanto considerando le prove americane ma in Europa è un altra cosa e lo si è visto.Una categoria dove si è risentito un BOP non omogeneo che ha premiato chi ha giocato a nascondino nella prima parte di stagione e di sucuro nei test pre Le Mans.
In ogni caso la Ford è stata superiore e si è meritata il successo.


In GTEAM è arrivata la vittoria per Bell/Sweedler/Segal con la vettura #62 affidata alla Squadra Corsa che ha battuto la vettura #55 di Af Corse di Perrodo/Collard/Aguas che sono riusciti a
completare la doppietta Ferrari contro la Porsche che ha comandato per la prima parte di gara ma poi si è dovuta arrendere ed accontentarsi della 3° posizione con la vettura #88 di  Al Quabaisi/Heinemeir Hansson /Long che hanno perso la seconda posizione a poco dalla fine.
 Male la Aston Martin e la Corvette che hanno avuto problemi ed errori.In particolare dalla vettura inglese ci si aspettava molto di più considerando che nel campionato son sempre molto conpetitivi.


Un enorme applauso per Féderic Sausset che con la sua Morgan LMP2 ha saputo portare a termine la 24H di Le Mans 2016 senza utilizzare gli arti superiori e inferiori.

Una missione quasi impossibile ma che con sudore, fatica, determinazione e coraggio è riuscito a portarla a termine compiendo ottime prestazioni e riuscendo a girare solo 12 secondi più alto rispetto ai piloti senza problemi. È forse una delle prime volte che una vettura del Garage 56, che non partecipa alla competizione ma corre in una categoria a sé stante, ha terminato la gara, questo è accaduto non con una macchina innovativa o speciale ma con una persona speciale che ha fatto capire a tutte quelle persone come e non come lui che si può fare anche l'impossibile,
lui l'ha fatto, lui è Féderic Sausset!


Qualche critica sulla direzione gara che non ci ha regalato l'emozione dello start quando pioveva ma non diluviava in tutta la pista in maniera omogenea e per me si poteva anche partire e soprattutto la lunghezza della SC è stata esagerata considerando che dopo 15 minuti la pista in certi punti era asciutta.

In conclusione è stata una spettacolare 24H di Le Mans che ci ha fatto capire quanto la classica francese sia unica e incopiabile e che fino all'ultima curva non si può esultare. 
Sicuramente la ciliegina sulla torta è stato quel finale che ha diviso lo schermo della TV con da una parte la gioia sfrenata del successo e dall'altra il dramma sportivo che nessuno si auspicava dopo tutto quello che aveva fatto la vettura del sol levante per prendersi quella sospirata 24 ore di Le Mans che in Giappone non è ancora arrivata e si spera che arrivi presto, ma anche tutto il team Audi che si è recato dai vincitori applaudendo.
Le emozioni del Mondiale Endurance ci attendono al Nürbugring l'ultima domenica di Luglio mentre per l'edizione 2017 della gara più bella del mondo bisognerà attendere un po', ma il tempo volerà perché Le Mans è sempre in mente e sempre nel cuore con tutto lo spettacolo che ogni anno puntualmente ci regala.



Anche a Darwin, il V8 Supercars ci ha fatto sognare con due gare mozzafiato dal primo all'ultimo giro.Nella prima prova la vittoria è andata, a sorpresa, a un grande Caruso #23 che ha preceduto Whincup #88 e Mostert #55 che finalmente ha dato segnali positivi.

Nella seconda prova Shane Van Gisbergen #97 si è ripreso quello che aveva perso in gara 1 battendo sul traguardo Tim Slade #14 che riesce a conquistare un altro podio dopo lo splendido back to back a Winton. Terza piazza per Lowndes #888 davanti a Davison #19 che si è visto sfumare il podio in entrambe le gare.

Un po' in confusione Winterbottom #1 e McLauglin #33 da cui ci si aspettava un po' di più. In difficile Tander #2, Pye #17 e Coulthard #12 mentre buona prestazione per Reynolds #9 che entra nella top 10 in gara 2.
Prossima gara a Townsville tra tre settimane.





Sul nuovo tracciato di Baku, Nico Rosberg ritorna alla vittoria dopo tre week end a secco e porta a casa qualche punticino importante su Hamilton che ha avuto qualche difficoltà ed ha chiuso in 5° posizione. 
Secondo è arrivato Sebastian Vettel che non ha avuto neanche la possibilità di mettere le ruote davanti all'astroneve di Rosberg che si è dimostrata semplicemente imbattibile.Dietro al tedesco di casa Ferrari è arrivato uno straordinario Perez, che con la sua Force India, è riuscito ad arrivare sul podio granzie anche alla penalità inflitta a Raikkonen ma questo non toglie smalto alla buona prestazione del messicano. 


 Un po sotto tono le Red Bull che escono dalla Top 5 e le Williams che non si sono messe in luce più di tanto. É stata una gara non entusiasmante rispetto al Canada su una pista che dava opportunità di sorpasso che però andavano cercate anche con qualche rischio.



Prossima gara a Spielberg tra due settimane dove finalmente ritroveremo una pista vera ed emozionante cone è quella Austriaca.



Sempre in Arzebaigian la GP2 ci ha regalato due gare molto interessanti che hanno visto primeggiare Antonio Giovinazzi che nella seconda gara è riuscito a prendersi la vittoria dopo essere sceso in 20° posizione. 

Nella gara del sabato sul podio sono saliti Sirotkin e Marcielli mentre nella seconda Gasly e Sirotkin che conquista l'ultimo gradino del podio dopo  che in gara 1 era andato vicino alla vittoria. 
Prestazione mediocre per Markelov che perde punti fondamentali per il campionato in gara 1 , nonostante tutto si prende la testa della classifica davanti a Matsushita che, dopo la sesta posizione nella prima provaNon è andata meglio al suo rivale diretto per il titolo Matsushita che dopo la sesta piazza in gara 2 è giunto in 16° posizione nella seconda. 
Prossima gara a Spielberg tra due settimane. 

Immagine tratta da Motorsport.com

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