Dopo averla sognata e inseguita, finalmente il Wayne
Taylor Racing è riuscito a conquistare la classica americana dopo 24H di
colpi di scena che si sono conclusi sotto la bandiera a scacchi.
Negli
ultimi minuti, al termine della 21° caution causata dall'uscita della
Acura #93, è iniziata la battaglia finale tra le due Cadillac DPi di
Action Express e di WTR.
Dopo una fase di studio
con qualche isolato tentativo di sorpasso, Ricky Taylor ha preso
l'inizitiva in curva 1 attaccando Felipe Albuquerque #5 e finendo per
buttare fuori l'avversario.
La mossa della vettura #10 è stata considerata lecita dai giudici ed ha aperto la strada verso la passerella sul traguardo.
Ad
accompagnare Ricky Taylor verso la prima vittoria a Daytona ci hanno
pensato Jordan Taylor, la leggenda NASCAR Jeff Gordon e il nostro Max
Angelelli all'ultima gara nella prima classica dell'anno.
Nonostante
un penalty verso metà gara, il quartetto è rimasto costante per la
maggior parte di gara commettendo pochi errori rispetto agli avversari,
partendo dal team Action Express.
Se la #31 è stata
martoriata da problemi, la già citata #5 di
Barbosa/Fittipaldi/Albuquerque è giunta seconda riuscendo a rimontare un
giro grazie alle varie Caution e ad un ottima strategia fino alla fine.
A
completare il podio ci ha pensato la Riley #90 di Rast/Van Der
Zande/Groosens davanti alla Nissan DPi #2 dell'Extream Speed
Motorsport.
I campioni in carica hanno deluso con
entrambe le vetture buttando alle ortiche la gara a 13H dalla fine
quando, dopo aver sbagliato ad analizzare una fase di doppiaggio, è
stato colpito dalla Porsche di Henzler che arrivava velocemente sul
bagnato anello di Daytona finendo contro il muro dellla prima
parabolica.
Male gli ex PC, rimasti nell'ombra per
tutta la gara come Dragon Speed che ha concluso la gara a muro quando
mancavano 3H dalla fine.
In GTLM, battaglia fin sotto la bandiera a scacchi con un grande equilbrio tra Corvette, Porsche,
Ferrari e Ford.
La
battaglia ha visto i suoi momenti migliori nell'ultima parte di gara
quando le quattro vetture citate in precedenza si sono date battaglia
per strappare la prima posizione alla Ford #66 di Hand/Muller/Bourdais.
La
vettura #66, dopo la ripartenza dall'ultima caution, si è vista
avvicinarsi dalla Porsche #911 di Makowiecki/Werner/Pilet che recuperava
minacciosamente gli autori della pole.
Dopo
numerosi tentativi, Pilet ha alzato bandiera bianca lasciando vincere la
Ford mentre la Ferrari di Calado ritornava sul francese per la volata
per la seconda piazza, andata poi alla Porsche.
La
Ferrari #62 di Calado/Fisichella/ Vilander ha dimostrato di esserci
facendo vedere un ottimo passo gara per tutte le ottime 24H.
Buona
prova per la Corvette #3 di Magnussen/Garcia/Rockefeller, anch'essa in
lotta fino alla fine nonostante una vettura meno performante rispetto al
2016.
Complimenti alla Ford, riuscita in solo 7 mesi a mettere in fila la doppietta Le Mans - Daytona; prossima missione: Sebring.
In
GTD, come in GTLM, c'è stato grande equilibrio con una bella sfida
finale tra Porsche, Audi e Mercedes, riuscite a battere la sorprendente
Acura.
La vittoria è andata alla Porsche #28 di C.
Quasada/M. Quasada/Morand/Lazare, forse la meno quotata delle Porsche
iscritte in categaria.
Alle spalle della vettura di
Stoccarda si è piazzata l'Audi #29 di Gounon/De Phillippi/Mies/Schmidt
che forse meritava la vittoria sfuggita per un soffio.
Terza piazza per la nuova Mercedes #33 di Keating/Bleekemolen/ Farnbacher/Christodoulou dopo una lunga permanenza in testa alla prima esperienza nell'Uscc.
Male
le Huracan e le Lexus, uscite troppo presto dalla lotta per la gara
come le Ferrari che hanno perso tanti punti in ottica campionato.
Ha
sorpreso l'Acura, rimasta performante per più di metà gara prendendo
più volte la testa con la #93 per poi finire a muro quando mancavano
solo 28 minuti alla conclusione.
In PC, la categoria meno entusiasmante delle 4, la vittoria è andata alla vettura #38 di French/O'Ward
/Masson/Boulle.
In
conclusione è stata una bella 24H, condizionata si dalla pioggia ma
sicuramente con meno battaglia rispetto al 2016 facendoci saltare sul
divano solo nell'ultima ora.
Forse con qualche
gioco di stategia di troppo, non nello stile USA, l'USCC si sposta a
Sebring per la seconda gara del campionato, la famosa 12H dove speriamo
di rivedere l'USCC che conosciamo.
Poker Porsche
Le
prime 4H del rinnovato Continetal Tire Sports Car Challenge sono
iniziate con una divertente gara dove abbiamo visto tutte le case
prendere almeno una volta il comando.
Dopo un
inizio gara dominato dalla Mustang, la gara ha cambiato rotta quando la
Ford #15 di Maxwell/Buford ha ricevuto due Drive Trough nel giro di poco
tempo scendendo in classifica per poi risalire fino alla 5 piazza.
Nel
frattempo, è salita in cattedra la Mclaren insieme alla Aston fino a
quando a 50 minuti dalla fine la Mclaren #77, leader della gara, ha
perso olio facendo girare altre tre vetture tra cui le due Aston in
lotta per la gara.
Le Cayman ne hanno aprofittato
andando al comando e piazzando la bellezza di quattro vetture nei primi
quattro posti, vincendo con la #12 di Cassels/Hindmann seguita dalla
gemella #33 di Miller/Bechtolsheimer e alla #35 di Word/Faulmner.
Le Aston e le McLaren si sono trovate in difficoltà nell'ultimo stint non riuscendo a ricucire il gap con le Porsche.
In ST, prima vittoria della Mini #73 di Pombo/Jones, trionfatrice in volata sulla Porsche #56 di Mosing/Foss.
Ultimo gradino del podio per la Porsche #17 di Pumpelly/Galante mentre in difficoltà la Madza, Audi e la Nissan.
Prossima gara, in occasione della 12H di Sebring, a metà marzo.
Immagini tratta da Motorsport.com



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