martedì 31 gennaio 2017

Un sogno che si realizza

Dopo averla sognata e inseguita, finalmente il Wayne Taylor Racing è riuscito a conquistare la classica americana dopo 24H di colpi di scena che si sono conclusi sotto la bandiera a scacchi.
Negli ultimi minuti, al termine della 21° caution causata dall'uscita della Acura #93, è iniziata la battaglia finale tra le due Cadillac DPi di Action Express e di WTR.
Dopo una fase di studio con qualche isolato tentativo di sorpasso, Ricky Taylor ha preso l'inizitiva in curva 1 attaccando Felipe Albuquerque  #5 e finendo per buttare fuori l'avversario.
 
 
 
La mossa della vettura  #10 è  stata considerata lecita dai giudici ed ha aperto la strada verso la passerella sul traguardo.
Ad accompagnare Ricky Taylor verso la prima vittoria a Daytona ci hanno pensato Jordan Taylor, la leggenda NASCAR Jeff Gordon e il nostro Max Angelelli all'ultima gara nella prima classica dell'anno. 
 
Nonostante un penalty verso metà gara, il quartetto è rimasto costante per la maggior parte di gara commettendo pochi errori rispetto agli avversari, partendo dal team Action Express.
Se la #31 è stata martoriata da problemi, la già citata #5 di Barbosa/Fittipaldi/Albuquerque è giunta seconda riuscendo a rimontare un giro grazie alle varie Caution e ad un ottima strategia fino alla fine.
A completare il podio ci ha pensato la Riley #90 di Rast/Van Der Zande/Groosens davanti alla Nissan DPi #2 dell'Extream Speed Motorsport. 
I campioni in carica hanno deluso con entrambe le vetture buttando alle ortiche la gara a 13H dalla fine quando, dopo aver sbagliato ad analizzare una fase di doppiaggio, è stato colpito dalla Porsche di Henzler che arrivava velocemente sul bagnato anello di Daytona finendo contro il muro dellla prima parabolica.
Male gli ex PC, rimasti nell'ombra per tutta la gara come Dragon Speed che ha concluso la gara a muro quando mancavano 3H dalla fine.



In GTLM, battaglia fin sotto la bandiera a scacchi con un grande equilbrio tra Corvette, Porsche,
Ferrari e Ford.
La battaglia ha visto i suoi momenti migliori nell'ultima parte di gara quando le quattro  vetture citate in precedenza si sono date battaglia per strappare la prima posizione alla Ford #66 di Hand/Muller/Bourdais.
La vettura #66, dopo la ripartenza dall'ultima caution, si è vista avvicinarsi dalla Porsche #911 di Makowiecki/Werner/Pilet che recuperava minacciosamente gli autori della pole.
Dopo numerosi tentativi, Pilet ha alzato bandiera bianca lasciando vincere la Ford mentre la Ferrari di Calado ritornava sul francese per la volata per la seconda piazza, andata poi alla Porsche.
La Ferrari #62 di Calado/Fisichella/ Vilander ha dimostrato di esserci facendo vedere un ottimo passo gara per tutte le ottime 24H.
Buona prova per la Corvette #3 di Magnussen/Garcia/Rockefeller, anch'essa in lotta fino alla fine nonostante una vettura meno performante rispetto al 2016.
Complimenti alla Ford, riuscita in solo 7 mesi a mettere in fila la doppietta Le Mans - Daytona; prossima missione: Sebring.


In GTD, come in GTLM, c'è stato grande equilibrio con una bella sfida finale tra Porsche, Audi e Mercedes, riuscite a battere la sorprendente Acura.
La vittoria è andata alla Porsche #28 di C. Quasada/M. Quasada/Morand/Lazare, forse la meno quotata delle Porsche iscritte in categaria.
 
 
 
 
Alle spalle della vettura di Stoccarda si è piazzata l'Audi #29 di Gounon/De Phillippi/Mies/Schmidt che forse meritava la vittoria sfuggita per un soffio.
Terza piazza per la nuova Mercedes #33 di Keating/Bleekemolen/Farnbacher/Christodoulou dopo una lunga permanenza in testa alla prima esperienza nell'Uscc.
Male le Huracan e le Lexus, uscite troppo presto dalla lotta per la gara come le Ferrari che hanno perso tanti punti in ottica campionato.
Ha sorpreso l'Acura, rimasta performante per più di metà gara prendendo più volte la testa con la #93 per poi finire a muro quando mancavano solo 28 minuti alla conclusione. 


In PC, la categoria meno entusiasmante delle 4, la vittoria è  andata alla vettura #38 di French/O'Ward
/Masson/Boulle.


In conclusione è stata una bella 24H, condizionata si dalla pioggia ma sicuramente con meno battaglia rispetto al 2016 facendoci saltare sul divano solo nell'ultima ora.
Forse con qualche gioco di stategia di troppo, non nello stile USA, l'USCC si sposta a Sebring per la seconda gara del campionato, la famosa 12H dove speriamo di rivedere l'USCC  che conosciamo.

Poker Porsche


Le prime 4H del rinnovato Continetal Tire Sports Car Challenge sono iniziate con una divertente gara dove abbiamo visto tutte le case prendere almeno una volta il comando.
Dopo un inizio gara dominato dalla Mustang, la gara ha cambiato rotta quando la Ford #15 di Maxwell/Buford ha ricevuto due Drive Trough nel giro di poco tempo scendendo in classifica per poi risalire fino alla 5 piazza.
 
 
 
 
Nel frattempo, è salita in cattedra la Mclaren insieme alla Aston fino a quando a 50 minuti dalla fine la Mclaren #77, leader della gara, ha perso olio facendo girare altre tre vetture tra cui le due Aston in lotta per la gara.
Le Cayman ne hanno aprofittato andando al comando e piazzando la bellezza di quattro vetture nei primi quattro posti, vincendo con la #12 di Cassels/Hindmann  seguita dalla gemella #33 di Miller/Bechtolsheimer e alla #35 di Word/Faulmner.
Le Aston e le McLaren si sono trovate in difficoltà nell'ultimo stint non riuscendo a ricucire il gap con le Porsche.
 
 
In ST, prima vittoria della Mini #73 di Pombo/Jones, trionfatrice in volata sulla Porsche #56 di Mosing/Foss.
Ultimo gradino del podio per la Porsche #17 di Pumpelly/Galante mentre in difficoltà la Madza, Audi e la Nissan.
Prossima gara, in occasione della 12H di Sebring, a metà marzo.
 
 
 
 
Immagini tratta da Motorsport.com

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