martedì 6 febbraio 2018

Mancava solo Bathurst

Insieme ai sigilli nelle principali gare GT3, il team WRT aggiunge alla bacheca dei trofei anche la 12H di Bathurst con il terzetto Frinjs/Leonard/D. Vanthoor  #37.
Le prime ore di gara hanno visto il dominio assoluto della BMW #43 di Mostert/Wittmann/Farfus che, dopo la pole su Van der Linde, ha salutato subito la compagnia delle R8 del Jamec Pem e WRT.
 
 
 
Le varie neutralizzazioni delle prime battute hanno evitato la fuga della M6.
Salito Wittmann, per i tedeschi sono iniziati i primi guai con un penalty per un restart non regolare in Safety Car.
Mentre le McLaren arrancavano, Tander/K. van der Linde/Vervisch #22, Mies/Haase/Winckelhock #74 e la già citata #37 cercavano di mantenere il passo della M6 e Mercedes e Porsche erano costrette a recuperare posizioni su posizioni dopo la qualifica non perfetta.
Il colpo di scena é arrivato a 2h e 33 dalla conclusione quando, dopo la parte in discesa, la Bentley #17, unica sopravvissuta delle 3 in pista, la Porsche #991 di Bamber/Estre/L. Vanthoor e la M6 #43 si sono urtate anche per colpa di una vettura più lenta. 
 
 
 
La Bentley, finita contro il doppiato, ha sbattuto contro il muro destro prima di attraversare la carreggiata e colpire la BMW, finita così anch'essa a muro.
Estre si é salvato come la Porsche #911 di Dumas/Makowiecki/Werner che seguiva il terzetto già citato.
Il gioco dei pit ha avvantaggiato la AMG #75 di Habul/Vautier/Marciello/Whincup e le due Audi del Jamec Pem.
La Green Flag ha avantaggiato le due gemelle del team australiano con Winckelhock bravo a passare Vervish prima però di fermarsi per problemi tecnici a meno di 90 minuti dalla conclusione.
La neutralizzazione ha cambiato le sorti della gara con la Porsche #911 unica auto a non pittare dei primi quattro.
 
 
 
Ripartiti a 1h e 21 dalla bandiera a scacchi, la vettura di Dumas/Makowieck/Werner ha comandato il gruppo fino a 48 minuti dalla conclusione quando ha effettuato la sosta. Frinjs si é visto raggiungere dal sette volte campione Supercars Whincup che lo ha preso a suon di giri veloci. Tra la scelta di uno splash o risparmiare carburante fino alla fine, la rimonta si è chiusa a 20 minuti dalla fine a causa del mega incidente nella parte alta del tracciato.
L'Audi di Walsh, dopo aver pestato il muro destro della pista, é stata centrata dalla AMG di J. Martin che ha costretto la direzione gara a mettere prima la Safety Car e poi la bandiera rossa, archiviando la competizione.
 
 
 
Terzo posto per il terzetto Pappas/Lieb/Stolz/Bleekemolen #540 che ha ringraziato la sanzione della 911 R #991 di Bamber/Estre/L. Vanthoor, quinti nella classifica finale dopo aver ricevuto una sanzione per un errore nel calcolo del tempo limite di guida. La vettura del Craft Bamboo é stata protagonista, come del resto anche quella di Manthey, di una rimonta pazzesca dopo una qualifica deludente. Calvet - Jones/Long/Campbell/Davison #12 si sono arresi alla già citatata #540 nella classifica riservata alla classe Pro - Am.
 
 
Sempre per quanto riguarda le GT3, male le Lamborghini, solo ottava la migliore con Manolios/Millier/Canto/Capelli.
Le altre classi hanno visto il successo da parte di Padayachee/J. Koundouris/ T. Koundouris/Walsh #69, nonostante il terribile crash finale, in Am, Barker/Gaunt/S. Grove/B. Grove #4 in B, Kassulke/Salmon/Brawn #91 in I e Seton/Brabahm/Longhurst #30 in C.
È stata una gara con molti colpi di scena, peccato per il finale che forse poteva regalarci la ciliegina sulla torta che spesso la Bathurst 12H non manca di regalarci. Il prossimo appuntamento dell'Intercontinental GT Challenge si terrà a Spa, in occasione della 24H di Spa del Blancpain GT.



Techeetah e Vergne conquistano il Cile



É ancora Jean-Eric Vergne e il Team Techeetah a farla da padrone sulle strade di Santiago del Cile dove, dopo una sorprendete pole, è  riuscito a mantenere la vetta grazie anche ad un po' di fortuna.
André Lotterer, che si é posizionato secondo al termine della gara, ha provato più volte  a sorpassare il transalpino fino a  mandarlo quasi a muro, finendogli nel posteriore.
Durante il primo giro, Piquet Jr è stato autore di una partenza bruciante che gli ha permesso di prendere la seconda posizione, prima di perderla ai danni di Lotterer.
Il campione della prima stagione della categoria é precipitato in mezzo al gruppo finendo comunque in zona punti. 
Heidfeld e Lopez hanno dovuto salutare la compagnia dopo poche curve a causa di un contatto oltre a  Maro Engel, finito a muro una centinaia di metri dopo.
 
 
 
Dopo il rientro della Safety Car, Di Grassi ha incominciato la sua cavalcata verso la cima della classifica risalendo fino in sesta posizione per poi, dopo il pit, abbandonare la corsa a causa di un problema tecnico alla sua Audi. La casa di Ingolstad ha avuto dei danni anche sulla genella di ABT.
Ad approfittare dei pit senza più il limite di tempo, aboliti proprio da questa gara, è stato Rosenqvist che è riuscito a sopravanzare diversi rivali e finire a ridosso del gruppo dei primi.
 
 
 
Gli ultimi giri hanno visto i primi cinque tutti a pochi secondi tra loro, con Vergne che si difendeva da Lotterer e Buemi che a sua volta doveva guardarsi da un agguerrito Rosenqvist e Bird, un po' sulla difensiva rispetto ai 5 rivali. 
Per gli italiani ancora un weekend difficile senza punti.
La prima domenica di marzo la Formula E si sposta a Mexico City per il quarto atto della stagione.

 
 
 
 
 
Immagini tratte da Motorsport.com
 
 

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