martedì 20 marzo 2018

Cadillac si piega alla Nissan

A due anni dallo storico successo con una Ligier motorizzata Honda, Extreme Speed si ripete nella storica location di Sebring che ancora una volta ci ha deliziato con una 12H imprevedibile in tutte e tre le classi.
Per la DPI Nissan si tratta del secondo sigillo sul suolo americano mentre per i nipponici il trionfo nella classica  americana mancava dal lontano 1994. 
 
 
 
Il primo fatto da segnalare della fantastica competizione di sabato è stato il contatto tra i primi due in classifica alla prima curva del tracciato subito dopo la Green flag.
Vautier #90, in coppia con Cheever e McMurry, ha buttato fuori la Nissan di Pla #2 che, passato all'esterno della Cadillac, aveva preso il comando dopo pochi metri.
Mentre la Nissan #2 abbandonava la gara, Vautier imponeva un ritmo pazzesco nelle prime tornate staccando di qualche decimo Penske con la #7 di Castroneves/R. Taylor/Rahal e la #31 di Action Express con Nasr/Conway/Curran.
 
 
 
Nella serata italiana, passata la 6°ora, il team Penske ha iniziato a perdere pezzi con la #7 che, dopo essere ripartita da una Caution, si è fermata poco dopo nel secondo setttore del tracciato.
Nel frettempo, i campioni in carica della 12H, la Cadillac #10 del WTR, risalivano posizioni mentre Lapierre con la sua Nissan DPI iniziava farsi vedere negli specchietti della #31.
Negativa la prestazione della Cadillac #5 di Albuquerque/Fittipaldi/Barbosa che, dopo essere stati spinti fuori dalla gemella, sono rimasti vittime del contatto con la LMP2 #38 che li ha costretti a una sosta ai box costata 5 giri.
 
 
 
A sorpresa, la Mazda #55 di Tincknell/Bomarito/Pigot manteneva un ottimo ritmo e cercava di insidiare, con una strategia alternativa, la #31 di Action Express, che a breve verrà passata dalla #22 affidata a Lapierre/Derani/van Overbeek.
Penske intanto vedeva svanire le ambizioni di trionfo a causa del ritiro della Acura #6, unica sopravvissuta delle vetture giapponesi.
Dopo il tramonto, la #31 ha perso metri dalla Nissan al comando e nel frattempo la #10 di Taylor/Van Der Zande/Hunter - Reay inseguiva i secondi classificati di Daytona passandoli agevolmente nei minuti successivi.
 
 
 
La #90 di Cheever/Vautier/McMurry ha chiuso non benissimo la gara, finendo violentemente a muro della curva 17 con Vautier alla guida.
Questo crash a 1h e 40 dalla fine ha messo fine al sogno di Mazda, fortunatissima a centrare gli pneumatici protettivi in mezzo al tracciato dopo il botto del francese. Questo ha causato problemi ai fari della #55 che hanno rovinato un podio, quasi scontato, per quanto riguada la vettura #55 del Joest Racing. 
 
 
 
La parte finale di gara ha visto la #22 molto piu veloce delle Cadillac che hanno chiuso con un ritardo di oltre 8 secondi.
Nasr/Conway/Curran hanno chiuso terzi alle spelle della #10 di Taylor/Van Der Zande/Hunter - Reay e della Nissan #22 di Derani/van Overbeek/Lapierre.
Bella gara da parte di CORE Autosport #54 e United Autosport #32, rispettivamente quarti e quinti overall.
Deludono le LMPD di JDC - Miller  Racing, un anno fa molto piu veloci.



A differenza di Daytona, a Sebring la GTLM si é mostrata con la sua veste migliore con tutte le case in lizza per il trionfo finale.
A salutare prematuramente la compagnia é stata la Corvette #3 di Garcia/Magnussen/Rockenfeller con due forature al primo giro e successivi problemi alla C7R, vincitrice 12 mesi fa. La BMW #25 di Sims/De Phillippi/Auberlen ha imposto subito un ritmo pauroso impossibile da tenere per gli altri, capitanati dalla gemella #24.
É stata propria l'auto al secondo posto la prima a rompersi mentre, grazie alle caution, le Porsche si facevano minacciose alle spalle della BMW.
 
 
 
Ferrari e i bavarasi hanno approfittato della loro velocità di punta per tenere a bada le Porsche che si alternavano all'inseguimento della #25 e della #62 di Risi con Calado/Pier Guidi/Vilander.
Il colpo di scena è arrivato a 5 ore dalla conclusione quando la BMW in testa ha cambiato ai box le pinze dei freni, perdendo un giro sul gruppo passato in mano alla Rossa #62.
Il trio della nuova M8 si è messo a caccia della testa con le Porsche all'attacco della Ferrari    per tutte le ore successive. 
 
 
 
La Ford #67 di Westbrook/Dixon/Briscoe ha cercato di entrare nella lotta di testa con la #912 di Tandy/Pilet/Makowiecki e la Ferrari, sconfitta definitivamente a 2h dalla fine.
Il gia citato incidente di Vautier ha fatto rientrare in lotta la BMW #25 che in poco tempo é riuscita a riprendersi la leadership, persa però nell'ultima sosta con la #911 che ha ripreso la vetta difendendosi a suon di giri veloci dal ritono della #25.
Bruni/L.Vanthoor/Bamber hanno battuto la Ferrari nell'ultimo pit che ha tagliato le gambe alla #62 che ha chiuso miserabilmente al quinto posto.



In GTD, Paul Miller Racing #48 riporta la Lamborghini Huracan nella Victory Lane dopo la trionfale vittoria di Grasser a Daytona.
Mercedes con Bleekemolen/Keating/Strolz #33, Audi con Mies/S. van der Linde/Piciariello #29, la #48 di Sellers/Snow/Lewis sono stati i grandi protagonisti per tutta la 12H a suon di cambi di leader e belle battaglie.
Al comando si sono alternati anche le Lexus, con problemi nella seconda parte di gara, e le Acura di Shank Racing, scomparse nelle battute decisive.
 
 

Con un ottimo gioco di strategia, la Lamborghini #48 ha sverniciato l'AMG #33 dopo l'ultimo pit che ha visto i tedeschi molto più veloci rispetto al team americano.
Il protagonista dell'ultimo stint é stato Balzan che, nelle ultime tornate, ha preso senza tanti complimenti il terzo posto ai danni di Land e il secondo a discapito della Mercedes.
Balzan/Jeanette/MacNeil sigillano un podio prezioso dopo una Daytona non perfetta.
Male le altre Audi e le BMW.



A differenza di Daytona, a Sebring abbiamo visto 11 neutralizzazioni che hanno aiutato a compattare il gruppo soprattutto nella parte centrale della gara. É stata una competizione spettacolare che solo il WeatherTech Sports car Championship sa regalarci.
Lasciamo dunque i bump di Sebring e prepariamoci per i muri di Long Beach dove si riaccenderanno i motori il 14 aprile quando gareggieranno solo i P e le GTLM.





Il ritorno di Truex



Dopo il tris di Harvick #4, Martin Truex Jr #78 torna al successo nella NASCAR.
Il campione in carica della serie ha dovuto vedersela ancora una volta con Kyle Busch #18 fino agli ultimi giri molto performante.
Il Forniture Row é stato più lento rispetto al team Gibbs che puntualmente riusciva a beffare l'avversario. 
Nonostante questo, Truex ha vinto entrambe le Stage chiudendo la 400 miglia con 9 secondi di vantaggio su Larson #42, bravo a beffare Busch a 19 giri dalla fine. Penske ha completato una gara sempre nella top 5 con Keselowski #2 e Logano #22 all'attacco fino alla fine. Bene Jones #20, Ku. Busch #41 e anche Johnson #48, finalmente nella top 10.
 
 
 
Deludono Elliot #9 e Suarez #19 mentre é finita troppo presto la gara di Harvick che, dopo aver risalito la china, ha attaccato la vetta del gruppo durante la Stage 1 finento contro il muro del backstraight dopo aver toccato Larson, incolpevole del contatto.
Lo spettacolo della Monster Energy NASCAR Cup Series tornerà in pista nello short - track di Martinsville domenica prossima.




All'insegna di Vergne




E' ancora Jean-Eric Vergne e il Team Techeetah a farla da padrone sulle strade Uruguaniane dove, dopo una lotta con Di Grassi fatta di continui attacchi e strenue difese, il francese ha avuto ancora la meglio.
Dietro di loro si é piazzato uno strabiliante Sam bird che, dopo una lunga lotta nelle fasi iniziali con Lotterer che lo ha fatto piombare fuori dalla top 10, é riuscito a risalire la graduatoria approfittando del drive through di Abt e di un problema tecnico di Buemi.
 
 
 
Stesso ragionamento per  Rosenqvist che, dopo una deludente qualifica, è stato costretto a una difficile rimonta che lo ha riportato al 5 posto.
Ad approfittare degli inconvenienti altrui sono stati i piloti di Dragon Speed con Lopez e D'Ambrosio, riusciti nell'impresa di agguantare la zona punti insieme a Maro Engel del Team Venturi.
Per gli italiani ancora un Weekend senza punti.
La  seconda domenica di aprile  la Formula E si sposta qui in Italia a Roma per il sesto E - Prix della stagione, il primo nel nostro paese.



Mustang si conferma a Sebring



Grazie ad un'ottima strategia, il duo Stacy/Marcielli #60 è riuscito a prendere la leadership all'ultimo restart e a passare per primo sotto la bandiera a scacchi. La seconda tappa del Continental Tire Sports Car Challenge ha visto la Mustang staccare di molto la BMW #26 di Grahavec/Clunic, giunta seconda in volata sulla vera protagonista della giornata, la Cayman #28.
Machaven/S. Pumpelly ci hanno fatto divertire con una stratosferica rimonta fino al terzo posto a suon di sorpassi.  Campioni della serie nel 2017, ha sorpassato senza problemi Balagh/Liefooghe #19 e Westphald/McQuarrie #39.
Invisibili le vetture di Multimatic mentre peccato per la Mercedes #92 di Premat/Ramsey, a muro dopo una prima parte di gara al comando.


In TCR finale impronosticabile con Sales/Wittmer #74 ancora vincitori grazie alla rottura di Casey Jr/Long  #77, senza carburante nel ultima tornata.
Roumberg L./Roumberg T sono arrivati secondi con l'unica VolksWagen in gara.
Terza piazza per Carpentier/O'Rourke #10.




In ST battaglia interna tra le Mini con Pombo/Salinsky #52 bravi a vincere all'ultimo giro la lunga lotta contro Lamarra/Pombo #73. Terza piazza per la BMW di Faulkner/Robe #21 in testa nelle prime battute. 


Prossima gara il 4 - 6 maggio nel tracciato di Mid - Ohio che ospiterà per la prima volta un week end con il WSCC.
 
 
 
 
 
Immagini tratte da Motorsport.com.
Immagini IMSA CTSCC tratte dal sito IMSA.com

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