A due anni dallo storico successo con una Ligier
motorizzata Honda, Extreme Speed si ripete nella storica location di
Sebring che ancora una volta ci ha deliziato con una 12H imprevedibile
in tutte e tre le classi.
Per la DPI Nissan si
tratta del secondo sigillo sul suolo americano mentre per i nipponici il
trionfo nella classica americana mancava dal lontano 1994.
Il
primo fatto da segnalare della fantastica competizione di sabato è
stato il contatto tra i primi due in classifica alla prima curva del
tracciato subito dopo la Green flag.
Vautier #90,
in coppia con Cheever e McMurry, ha buttato fuori la Nissan di Pla #2
che, passato all'esterno della Cadillac, aveva preso il comando dopo
pochi metri.
Mentre la Nissan #2 abbandonava la
gara, Vautier imponeva un ritmo pazzesco nelle prime tornate staccando
di qualche decimo Penske con la #7 di Castroneves/R. Taylor/Rahal e la
#31 di Action Express con Nasr/Conway/Curran.
Nella
serata italiana, passata la 6°ora, il team Penske ha iniziato a perdere
pezzi con la #7 che, dopo essere ripartita da una Caution, si è fermata
poco dopo nel secondo setttore del tracciato.
Nel
frettempo, i campioni in carica della 12H, la Cadillac #10 del WTR,
risalivano posizioni mentre Lapierre con la sua Nissan DPI iniziava
farsi vedere negli specchietti della #31.
Negativa
la prestazione della Cadillac #5 di Albuquerque/Fittipaldi/Barbosa che,
dopo essere stati spinti fuori dalla gemella, sono rimasti vittime del
contatto con la LMP2 #38 che li ha costretti a una sosta ai box costata 5
giri.
A sorpresa, la Mazda #55 di
Tincknell/Bomarito/Pigot manteneva un ottimo ritmo e cercava di
insidiare, con una strategia alternativa, la #31 di Action Express, che a
breve verrà passata dalla #22 affidata a Lapierre/Derani/van Overbeek.
Penske
intanto vedeva svanire le ambizioni di trionfo a causa del ritiro della
Acura #6, unica sopravvissuta delle vetture giapponesi.
Dopo
il tramonto, la #31 ha perso metri dalla Nissan al comando e nel
frattempo la #10 di Taylor/Van Der Zande/Hunter - Reay inseguiva i
secondi classificati di Daytona passandoli agevolmente nei minuti
successivi.
La #90 di Cheever/Vautier/McMurry ha
chiuso non benissimo la gara, finendo violentemente a muro della curva
17 con Vautier alla guida.
Questo crash a 1h e 40
dalla fine ha messo fine al sogno di Mazda, fortunatissima a centrare
gli pneumatici protettivi in mezzo al tracciato dopo il botto del
francese. Questo ha causato problemi ai fari della #55 che hanno
rovinato un podio, quasi scontato, per quanto riguada la vettura #55 del
Joest Racing.
La parte finale di gara ha visto la #22 molto piu veloce delle Cadillac che hanno chiuso con un ritardo di oltre 8 secondi.
Nasr/Conway/Curran
hanno chiuso terzi alle spelle della #10 di Taylor/Van Der Zande/Hunter
- Reay e della Nissan #22 di Derani/van Overbeek/Lapierre.
Bella gara da parte di CORE Autosport #54 e United Autosport #32, rispettivamente quarti e quinti overall.
Deludono le LMPD di JDC - Miller Racing, un anno fa molto piu veloci.
A
differenza di Daytona, a Sebring la GTLM si é mostrata con la sua veste
migliore con tutte le case in lizza per il trionfo finale.
A
salutare prematuramente la compagnia é stata la Corvette #3 di
Garcia/Magnussen/Rockenfeller con due forature al primo giro e
successivi problemi alla C7R, vincitrice 12 mesi fa. La BMW #25 di
Sims/De Phillippi/Auberlen ha imposto subito un ritmo pauroso
impossibile da tenere per gli altri, capitanati dalla gemella #24.
É
stata propria l'auto al secondo posto la prima a rompersi mentre,
grazie alle caution, le Porsche si facevano minacciose alle spalle della
BMW.
Ferrari e i bavarasi hanno approfittato della
loro velocità di punta per tenere a bada le Porsche che si alternavano
all'inseguimento della #25 e della #62 di Risi con Calado/Pier
Guidi/Vilander.
Il colpo di scena è arrivato a 5
ore dalla conclusione quando la BMW in testa ha cambiato ai box le pinze
dei freni, perdendo un giro sul gruppo passato in mano alla Rossa #62.
Il
trio della nuova M8 si è messo a caccia della testa con le Porsche
all'attacco della Ferrari per tutte le ore successive.
La Ford #67 di
Westbrook/Dixon/Briscoe ha cercato di entrare nella lotta di testa con
la #912 di Tandy/Pilet/Makowiecki e la Ferrari, sconfitta
definitivamente a 2h dalla fine.
Il gia citato
incidente di Vautier ha fatto rientrare in lotta la BMW #25 che in poco
tempo é riuscita a riprendersi la leadership, persa però nell'ultima
sosta con la #911 che ha ripreso la vetta difendendosi a suon di giri
veloci dal ritono della #25.
Bruni/L.Vanthoor/Bamber
hanno battuto la Ferrari nell'ultimo pit che ha tagliato le gambe alla
#62 che ha chiuso miserabilmente al quinto posto.
In
GTD, Paul Miller Racing #48 riporta la Lamborghini Huracan nella
Victory Lane dopo la trionfale vittoria di Grasser a Daytona.
Mercedes
con Bleekemolen/Keating/Strolz #33, Audi con Mies/S. van der
Linde/Piciariello #29, la #48 di Sellers/Snow/Lewis sono stati i grandi
protagonisti per tutta la 12H a suon di cambi di leader e belle
battaglie.
Al comando si sono alternati anche le
Lexus, con problemi nella seconda parte di gara, e le Acura di Shank
Racing, scomparse nelle battute decisive.
Con un
ottimo gioco di strategia, la Lamborghini #48 ha sverniciato l'AMG #33
dopo l'ultimo pit che ha visto i tedeschi molto più veloci rispetto al
team americano.
Il protagonista dell'ultimo stint é
stato Balzan che, nelle ultime tornate, ha preso senza tanti
complimenti il terzo posto ai danni di Land e il secondo a discapito
della Mercedes.
Balzan/Jeanette/MacNeil sigillano un podio prezioso dopo una Daytona non perfetta.
Male le altre Audi e le BMW.
A
differenza di Daytona, a Sebring abbiamo visto 11 neutralizzazioni che
hanno aiutato a compattare il gruppo soprattutto nella parte centrale
della gara. É stata una competizione spettacolare che solo il
WeatherTech Sports car Championship sa regalarci.
Lasciamo
dunque i bump di Sebring e prepariamoci per i muri di Long Beach dove
si riaccenderanno i motori il 14 aprile quando gareggieranno solo i P e
le GTLM.
Il ritorno di Truex
Il
campione in carica della serie ha dovuto vedersela ancora una volta con
Kyle Busch #18 fino agli ultimi giri molto performante.
Il Forniture Row é stato più lento rispetto al team Gibbs che puntualmente riusciva a beffare l'avversario.
Nonostante
questo, Truex ha vinto entrambe le Stage chiudendo la 400 miglia con 9
secondi di vantaggio su Larson #42, bravo a beffare Busch a 19 giri
dalla fine. Penske ha completato una gara sempre nella top 5 con
Keselowski #2 e Logano #22 all'attacco fino alla fine. Bene Jones #20,
Ku. Busch #41 e anche Johnson #48, finalmente nella top 10.
Deludono
Elliot #9 e Suarez #19 mentre é finita troppo presto la gara di Harvick
che, dopo aver risalito la china, ha attaccato la vetta del gruppo
durante la Stage 1 finento contro il muro del backstraight dopo aver
toccato Larson, incolpevole del contatto.
Lo spettacolo della Monster Energy NASCAR Cup Series tornerà in pista nello short - track di Martinsville domenica prossima.
All'insegna di Vergne
E'
ancora Jean-Eric Vergne e il Team Techeetah a farla da padrone sulle
strade Uruguaniane dove, dopo una lotta con Di Grassi fatta di continui
attacchi e strenue difese, il francese ha avuto ancora la meglio.
Dietro
di loro si é piazzato uno strabiliante Sam bird che, dopo una lunga
lotta nelle fasi iniziali con Lotterer che lo ha fatto piombare fuori
dalla top 10, é riuscito a risalire la graduatoria approfittando del
drive through di Abt e di un problema tecnico di Buemi.
Stesso
ragionamento per Rosenqvist che, dopo una deludente qualifica, è stato
costretto a una difficile rimonta che lo ha riportato al 5 posto.
Ad
approfittare degli inconvenienti altrui sono stati i piloti di Dragon
Speed con Lopez e D'Ambrosio, riusciti nell'impresa di agguantare la
zona punti insieme a Maro Engel del Team Venturi.
Per gli italiani ancora un Weekend senza punti.
La
seconda domenica di aprile la Formula E si sposta qui in Italia a Roma
per il sesto E - Prix della stagione, il primo nel nostro paese.
Mustang si conferma a Sebring
Grazie
ad un'ottima strategia, il duo Stacy/Marcielli #60 è riuscito a
prendere la leadership all'ultimo restart e a passare per primo sotto la
bandiera a scacchi. La seconda tappa del Continental Tire Sports Car
Challenge ha visto la Mustang staccare di molto la BMW #26 di
Grahavec/Clunic, giunta seconda in volata sulla vera protagonista della
giornata, la Cayman #28.
Machaven/S. Pumpelly ci
hanno fatto divertire con una stratosferica rimonta fino al terzo posto a
suon di sorpassi. Campioni della serie nel 2017, ha sorpassato senza
problemi Balagh/Liefooghe #19 e Westphald/McQuarrie #39.
Invisibili
le vetture di Multimatic mentre peccato per la Mercedes #92 di
Premat/Ramsey, a muro dopo una prima parte di gara al comando.
In
TCR finale impronosticabile con Sales/Wittmer #74 ancora vincitori
grazie alla rottura di Casey Jr/Long #77, senza carburante nel ultima
tornata.
Roumberg L./Roumberg T sono arrivati secondi con l'unica VolksWagen in gara.
Terza piazza per Carpentier/O'Rourke #10.
In
ST battaglia interna tra le Mini con Pombo/Salinsky #52 bravi a vincere
all'ultimo giro la lunga lotta contro Lamarra/Pombo #73. Terza piazza
per la BMW di Faulkner/Robe #21 in testa nelle prime battute.
Prossima gara il 4 - 6 maggio nel tracciato di Mid - Ohio che ospiterà per la prima volta un week end con il WSCC.
Immagini tratte da Motorsport.com.
Immagini IMSA CTSCC tratte dal sito IMSA.com






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