martedì 10 aprile 2018

Deserto rosso

Si colora di rosso il deserto del Barhain grazie a Sebastian Vettel che vince il secondo GP del 2018 di Formula 1.
Il ferrarista ha conquistato la vittoria precedendo di poco piú di mezzo secondo il rivale Bottas   che aveva annullato il vantaggio del tedesco. La #5 di Maranello ha condotto senza tanti problemi la prima parte di gara mentre Bottas, bravo a passare subito Raikkonen, non riusciva a stare al passo di Vettel. 
Nel frattempo, Hamilton risaliva dalla 9°piazza facendo slalom tra le vetture piú lente e schivando l'incidente che ha visto Hartley, protagonista in negativo alla curva 4.



Buio totale in casa Red Bull con Ricciardo out per problemi tecnici e Verstappen fuori pure lui dopo
una fortura a causa del contatto con Hamilton nelle prime battute.
Alla prima sosta, le due Rosse hanno optato per le gomme Soft mentre Bottas ha scelto la mescola Media per arrivare fino in fondo.
Dietro intanto, si facevano notare Gasly ed Eriksson oltre alle incomprensioni tra i due alfieri della Haas che per un pelo non si autoeliminano.
Al giro 36, Raikkonen si é fermato per la seconda volta ma, un errore nel cambio della posteriore sinistra, lo ha fatto ripartire con una ruota non avvitata mentre colpiva un meccanico rimasto a terra a cui verrà diagnosticata la rottura della tibia e del perone. Ritirato Raikkonen, comprensibilmente deluso, per Vettel era quasi certa un imminente seconda sosta, cosa che invece non é accaduta. Bottas si é messo a rosicchiare giro dopo giro decimi su decimi fino ad entrare in zona DRS nel corso del penultimo passaggio.



Vettel é riuscito in qualche modo a difendersi celebrando cosi la 200°presenza nella massima formula. Da sottolineare che il tedesco ha compiuto ben 38 giri sulle gomme gialle.
Un rischio che fortunatamente per la Ferrari ha pagato ma c'era un'alta possibilità di fallire la missione.
Hamilton ha raccolto comunque 15 punti ma, soprattutto, da applausi il quarto posto di Gasly con la sua Toro Rosso. 
Haas entra nella top 5 con Magnussen davanti a Hulkenberg e ad Alonso. Ottimo 8°posto per Eriksson con la sua Sauber mentre disastro Williams e male Force India.


Week end back to back per la F1 che settimana prossima riparte da Shanghai.



Bentornato Lownders



Craig Lownders #888 torna finalmente sul gradino piú alto del podio in Tasmania, terza tappa del Virgin Australian Supercars Championship 2018.
Il pilita del Triple Eight ha concluso un week end quasi perfetto chiudendo gara 1 al secondo posto, pole per la seconda e vittoria.
La prima competizione ha visto la battaglia tra Van Gisbergen #97 e Whincup #1 che ha avvantaggiato Lownders, bravo sin dallo start.
I 50 giri del corto tracciato tasmaniano hanno visto emergere Courtney #25 mentre Van Gisbergen perdeva posizioni. Male McLaughlin #17 e in generale le Ford.
Davanti a tutti, con un margine di 3 secondi, Jamie Whincup ha vinto la sua seconda gara del 2018 dopo il sigillo all'Albert Park.



La seconda gara delle due in programma ha visto il #888 gestire abilmente la pole dagli attacchi di Van Gisbergen #97 e Mclaughlin #17, divenuto pericoloso durante la gara grazie ad una strategia  altrnativa che lo ha rilanciato al vertice. Il #97 di casa Red Bull ha peró dovuto arrendesi alla lotta al vertice a causa di un problema alla vettura che lo ha rilegato nelle retrivie.
Shane non si é ritirato, provando cosi a mantenere la leadership della serie, senza riuscirci.
Davanti intanto, Coulthard #12 salutava la compagnia dopo aver avuto problemi con la posteriore sinistra mentre McLaughlin é rimasto impotente alla supremazia di Lownders, bravo a gestire la vetta anche quando ha iniziato a piovere.



Mclaughlin ha regolato un performante Whincup, terzo davanti a Courtney,  autore di un ottima gara.
Sorperendente anche Le Brocq #19 mentre deludono Stanaway #95 e Winterbottom #1, ancora out dalla top 5.
Whincup é ora leader della classifica cortissima con Mclaughlin secondo a 11 lunghezze. Prossimo appuntamento sullo storica tracciato di Philipp Island tra soli 15 giorni.



Honda vince nell'equilibro



Grande equilibrio in quel di Okayama dove si é svolta la prima tappa del Super GT.
La categoria giapponese ha dato spettacolo con una gara molto interessante con Honda leggermente superiore a Nissan e Lexus, che si é comunque salvata nonostante una brutta qualfica e una deludente prima parte di gara.
La battaglia si è risolta solo nelle ultime battute tra le due Honda #17 e #100.
La prima di Tsukaboshi/Kogure ha dovuto resistere agli attacchi dell'auto di Yamamoto/Button.
La #17 ha dovuto subire il ritorno degli avversari a causa di un detrito che si é infilato nella parte anteriore dell'auto. Tra i doppiaggi, i leader della gara sono rimasti sempre al comando chiudendo per primi.
Jenson Button inizia alla grande l'avventura giapponese completando un discreto primo stint senza perdere troppo.
Hirakawa/Cassidy #1 sono riusciti a recuperare alla grande sulla #6 di Oshima/Rosenqvist e alla Nissan #23 di Quintarelli/Matsuda, sparita da metà gara in poi dopo una scoppiettante partenza da parte di Quintarelli.
Delude la Lexus di Kovalainen/Kobayashi #39 e la Nissan #3 di Motoyama/Chiyo da cui ci si aspettava di piú.



Per quanto riguarda la GT300, il successo é andata alla Toyota di T. Kobayashi/Nakajima #18 che é stata protagonista di una bella lotta con la #25 di Tsuboi/Matsui, finita terza nelle ultime tornate  dopo esser stata beffata dalla Porsche #7 di Fujii/S.Müller. 
La vettura tedesca ha rimontato alla grande da metá gara in poi passando la #11 e la Mercedes #65 di Gamou/Kurosawa. Male la #0 di Kataoka/Taniguchi, vincitori la scorsa stagione.



 Bene anche la Nissan e la #88 di Mapelli/Hiramine che, dopo lo start al vertice, sono piombati fuori dalla top 5. Male tutte le case europee ad eccezione della giá citata Porsche.
Un week end molto interessante con una gara che ha visto parecchi colpi di scena.
Prossimo round al Fuji con la 500 miglia del 4 maggio, evento che cade nella settimana italiana e non la domenica.



Finita la Maledizione 



Dopo 4 podi consecutivi tra cui 3 secondi posti, Kyle Busch vince finalmente la settima prova della
Monster Energy NASCAR Cup Series in Texas.
Nell'ovale di un miglio e mezzo texano, la gara é iniziata ancora nel segno di Harvick #4 che, senza tanti complimenti, ha conquistato il primo traguardo volante concluso con 5 giri di anticipo a causa del botto di Truex Jr #78. Il campione 2017 ha perso il controllo della sua Carmy per il desciapamento della anteriore destra dopo curva 4. Una sorte toccata successivamente anche a Larson #42 e a Newman #31.
La seconda stage ha visto una bella lotta tra i fratelli Busch con Kyle bravo ad avere la meglio sul fratello e a sigillare la seconda Stage.
La terza Stage si è aperta con Elliot #9, McMurray #1, Wallace Jr #43 e altri come nuovi protagonisti in vetta mentre in curva 3 - 4 Hamlin #11 colpiva Armirola #10 e causava una carambola con Keselowski #2, Johnson #48 e altri.



Dopo la bandiera rossa la gara è ripartita con la rimonta di Harvick, costretto a risalire e a recuperare un giro dopo aver pittato due volte per un problema nelle operazioni di cambio ruota.
Harvick ha recuperato grazie alla Caution di Menard #21.
Il #4 del team Haas ha provato invano a recuperare il tempo perso da Busch, troppo lontano.
Ancora male le Chevrolet mentre peccato per la sanzione ai pit che ha tagliato fuori Blaney #12. 



Ancora a bocca asciutta Elliot e Jones #20, bravo a restare in vetta per qualche giro.
Settimana prossima ritorna lo spettacolo degli short track con lo storico Bristol Motor Speedway.




Audi e Lambo dominano a Zolder



Si chiude con una vittoria a testa il primo week end del Blancpain GT Series nella location di Zolder,
Opening Race della Sprint Cup.
Gara 1 e gara 2 hanno visto la Huracan GT3 e la R8 LMS prevalere sugli altri che rincorrono.
La prima competizione ha visto lo start dalla Pole dell'Audi #2 di Stevens/D. Vanthoor seguita dalla Lambo #63 di Bortolotti/Engelhart. Il team Grasser ha scelto di anticipare la sosta rispetto a WRT di un giro, permettendo a Bortolotti di uscire davanti a Stevens, impotente alla #63. Bortolotti/Engelhart hanno sigillato la prova precedendo sul traguardo la già citata #2 e la #1 di Riberas/Mies che fino alla fine si é difesa dalla #66 di Attempto affidata a P. Schothorst/K. van der Linde.



Si confermano Frinjs/Leonard #17 in quanta piazza mentre solo sesta la Mercedes #88 di Marciello/Meadows.
La domenica di Zolder ha visto la Lamborghini vincitrice di gara 1 al comando sin da subito mentre alle sue spalle Stevens doveva guardarsi dal ritorno della #66.
Al pit, la Huracan ha avuto problemi che hanno favorito le Audi di WRT e Attempto.
La #2 di Stevens/D. Vanthoor, ripartendo dalla piazzola, ha buttato a terra tre coni presenti nella pit lane e dal primo posto ha dovuto scontare un drive through che ha compromesso la prova. Stessa sorte per la #63 per un incorrettezza durante la sosta.  Ad approfittare della situazione é stato il team Attempto che forse, con la R8, dopo aver tentato di vincere con la 911 e la Huracan, ha trovato la giusta strada per vincere. 



K. van der Linde/P. Schothorst #66 hanno gestito alla grande la AMG di Meadows/Marciello #88, bravo nel primo stint a risalire la china. Companc/Caldarelli #19 hanno riportato la verdona di Grasser sul podio davanti a Sellares/Jamin #87 e ai campioni 2017 Frinjs/Leonard.
Ci si attendeva di piú dalle Lexus mentre grande week end per la nuova accoppiata Piciariello/Magnus #3, primi in entrambe le gare nella Silver Cup.



Due gare non bruttissime ma purtroppo una pista come quella di Zolder, bellissima perché affascinante e vecchio stampo ma non adatta a un campionato del genere. Prossima gara della Sprint Cup il 5 - 6 maggio a Brands Hatch mentre la GT Series si sposta nella nostra Monza per la prima gara della Endurance Cup.



Tarquini apre una nuova era



Il nuovo World Touring Car Cup inizia sotto il segno dell'insaziabile Gabriele Tarquini, competitivo
per tutto il fine settimana di Marrakech. 
Gara 1 ha visto l'italiano difendersi per tutta la gara dagli attacchi di Björk, campione dell'ultima edizione del WTCC. La Hyundai i30 del team di YMR ha preceduto Huff e Vernay, la prima delle Audi.
Il pilota WRT si é tolto la soddisfazione di vincere la prima prova della domenica davanti alla Volkswagen di Bennani e alla Cupra di Oriola.



Erlacher ha difeso alla grande Björk portando a casa un ottimo quarto posto che confermerà in gara 3, questa volta alle spalle dello svedese.
Solo 19° Tarquini nella seconda prova mentre, dopo la pole per l'ultima gara, ha vinto la "Main race" del week end marocchino. Muller non ha mai impensierito lo storico rivale italiano mentre il nipotino Ehrlacher non é riuscito a passare Björk.
Ci si aspettava di piú da parte di Michelisz, Thompson, Vervish, Coronel e le Alfa Romeo di Giovanardi e Morbidelli.
Speriamo di rivedere Monteiro ancora in pista a Budapest a fine aprile nella casa di Norbi.



Norris alla grande, Markelov sempre li



Norris e Marlekov si spartiscono i trionfi in F2 che ha aperto la stagione nel tracciato del Barhain. Partito dal palo in gara 1, Norris ha dovuto sudare il successo nella Opening Race "per colpa" di un arrembante Sette Camara, fino alla fine alla caccia della vetta. Ottimo risultato per Markelov, terzo davanti ad Albon e Russell.
Delude il pilota di Prema De Vries che scattava quarto ed ha perso due piazze. Gara 2 ha visto Günther partire primo per l'inversione degli otto.



Pronti via il tedesco è stato passato da De Vries che ha imposto un buon ritmo prima di pittare per cercare di avere gomme piu fresche. In stile Leclerc un anno fa, senza lo stesso esito, De Vries é risalito fino in quinta piazza dove ha chiuso dietro a Norris che invano ha cercato di passare Sette Camara.
Markelov ha preso il controllo delle operazioni chiudendo primo davanti a Günther.
Deludono Ghiotto e Fuoco ma anche Aitken e Russell.
La F2 tornerà in scena tra i muri di Baku il 27 - 29 aprile.




Newgarden mostra gli artigli



Josef Newgarden vince il GP di Phoenix della Indy Car Series, la prima gara su ovale.
Dopo la pole, Bourdais ha salutato la compagnia che conta dopo aver colpito un meccanico al pit che lo ha costretto, oltre ad un lento pit, anche ad una sanzione. Stessa sorte anche a Rossi #28 mentre la leadership passava nelle mani di Power #12. L'australiano ha buttato alle ortiche la prova al 154°giro quando, finendo a muro, ha lasciato strada libera a Newgarden.



L'ultima caution ha visto Rossi e Wieckens #6 non  pittare a differenza di Newgarden.
Al restart finale, a 8 giri dalla fine, il campione 2017 ha passato agevolmente Rossi ed Hinchcliffe #5 mentre solo a 4 tornate dalla fine ha passato Wieckens, ancora una volta sconfitto. Da applausi comunque il canadese che alla prima gara Indy su un ovale ha dimostrato di saperci fare dopo la maiuscola prova di St. Petersburg. A parte Newgarden deludono ancora i vari Penske mentre finalmente nella top 5 anche Dixon #9. Una gara non entusiasmante rispetto alla prima competizione in Florida. 
Settimana prossima si va in California per lo storico GP of Long Beach.







Immagini tratte da Motorsport.com

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