Joey Logano si laurea campione della Monster Energy NASCAR Cup Series che ha chiuso un emozionante 2018 in una finale che ha visto il #22 da subito molto competitivo.
Scattato alle spalle di Kyle Busch #18 e di Martin Truex Jr #78, Logano ha da subito attaccato i due rivali per il titolo mentre Harvick #4, quarto contendente per il successo, risaliva la top 5 e vinceva Stage 1 e Stage 2 al photofinish su Larson #42, uno dei più veloci del gruppo.
La favola di Larson si é spenta all'inizio della terza Stage quando il pilota del team Ganassi, causa foratura, é finito a muro causando una Caution.
Truex, Logano ed Harvick si sono trovati in lotta mentre Kyle Busch faticava a tenere i tre rivali, nettamente superiori.
Tutto é cambiato dopo l'ultimo pit in green con Busch che ha tardato la sosta sperando in una caution.
Nel frattempo, Harvick ha giocato di anticipo sugli altri beffando Logano e Truex al pit mentre Busch giocava la carta caution per rientrare nella gara. Suarez #19, dopo una toccata con Keselowski #2, ha inserito l'ultima gialla dell'anno regalando a Busch la possibilità di affrontare l'ultimo pit al comando mantenendo la testa. Appena uscito dalla pit road é però stato passato subito da Truex, Logano ed Harvick che ha cercato invano di attaccare il duo di testa. Logano ha sferrato l'attacco decisivo a Truex lasciandolo spettatore di un monologo di 10 tornate.
A 28 anni, 21 vittorie in carriera, Logano é il nuovo campione, per la prima volta nella sua carriera. Esce sconfitta la Magic 3 che dopo una stagione di domini si é spenta nell'ultimo decisivo evento all'Homestead di Miami.
Ticktum non perdona
Se 12 mesi fa il GP di Macau incoronava un pilota che aveva avuto fortuna, la 65°edizione di una delle classiche più storiche del Motorsport elegge per la seconda volta consecutiva Dan Ticktum come campione al termine di un fine settimana che lo ha visto comquistare la pole, la gara di qualifica e la prova decisiva.
Pronti via e subito il giovane pilota Motopark ha tenuto la pole dagli attacchi di Eriksson che veniva bruciato da Fenestraz, autore di un sorpasso al limite alla Lisboa dove é avvenuto il primo incidente e la prima SC.
Ripartiti, la prova ha visto Eriksson riprendersi la seconda piazza sempre alla Lisboa dove questa volta un incidente ha portato alla bandiera rossa.
Solo poco dopo si capirà che Sophia Flörsch era stata vittima di un terribile decollo, causa dissuasore posto da questa stagione, all'interno della curva.
Nell'incidente sono state coinvolte altre 4 persone e per Sophia si parla di lesioni spinali.
Dopo oltre un'ora, la gara é ripartita con Eriksson spettatore di un Tickum indemoniato che, ripartito alla grande anche dopo il crash di Ahmed, ha segnato giri da qualifica vincendo su Eriksson, Fenestraz ed Hughers.
Schumacher chiude solo quinto dimostrando che é il campione della F3 ma non é il migliore del lotto.
Aron, Armstrong e Ilott concludono un discreto GP dove certamente ha deluso Zhou, da metà anno in poi sparito dal gruppo dei primi.
Negli ultimi anni raramente abbiamo visto tale dominio che può far riflettere in vista del futuro di Ticktum.
Farfus domina l'armata AMG
18 giri perfetti per Augusto Farfus che vince la World Cup a Macau rendendosi partecipe di una prova gestita dal primo giro grazie ad una M6 che sul dritto non aveva rivali.
Dopo i primi giri, Marciello ha attaccato il rivale portandosi sotto fino all'errore alla Lisboa che lo ha tagliato fuori lasciando strada ad Engel, anche lui non in grado di infilare la BMW.
Mortara ha completato terzo alle spalle di Engel mentre Bamber non ha fatto meglio del quarto posto.
Tanta fatica per le Nissan ma anche per Audi con Frinjs, Vanthoor D. ed Haas che hanno deluso le attese.
Da sottolineare che Laurens Vanthoor non ha partecipato alla World Cup di domenica dopo il violento contatto alla Mandarin in occasione della gara di qualifica.
É stata una bella ed interessante World Cup anche se 15 vetture in pista sono poche per un vero spettacolo.
Tarquini infinito
Nonostante un fine settimana un po' difficile, tra i muri di Macau é Gabriele Tarquini a vincere il titolo WTCR laureandosi il più anziano campione FIA con 56 anni.
Il fine settimana si é aperto con il successo di Vernay che, dopo uno start pauroso, ha infilato prima della Lisboa Muller ed Huff che partivano davanti a lui e chiudevano la gara rispettivamente in seconda e terza piazza. Quarto Tarquini che ha sofferto in gara 2 dove un ritiro contro il terzo posto di Muller ha rimesso tutto in gioco alla vigilia della gara 3.
La seconda prova ha visto il primo successo del 2018 per Vervish davanti a Scheider e al già citato Muller, quarto nell'ultimo evento.
Gara 3 ha visto Huff e Guerrieri giocarsi il primo posto con l'argentino, piú rapido sul dritto, che non lasciava possibilità di attacco all'esperto pilota Volkswagen.
Michelisz chiudeva terzo mentre Vernay, a muro alla Lisboa, concedeva a Muller un'ulteriore possibilità di campionato.
A Tarquini é bastato il decimo posto per lauerarsi campione con soli tre punti di scarto.
Deludono a Macau le Giulietta, Oriola e Bjork, da terzo in campionato a settimo a fine anno.
Toyota in tranquillità, Aston Martin vince in GTE
La 6H di Shanghai 2018 é stata oltremodo condizionata dal mal tempo che ha costretto gli organizzatori ad una partenza dietro Safety Car che ha preceduto ben due interruzioni.
La gara effettiva ha visto un monologo in LMP1 mentre come sempre la GTE ci ha riservato grandi emozioni con la Aston Martin di Thiim/Sørensen #95 vincitrice sull'armata Porsche.
Nella classe regina la vettura #7 di Lopez/Conway/Kobayashi vince ancora per 1.4 secondi sulla gemella #8 di Alonso/Buemi/Nakajima.
Le due vetture nipponiche hanno regalato un giro alla concorrenza capitanata dalla SMP #11 di Button/Petrov/Aleshin, bravi a battere le Rebellion #1 e #3.
In LMP2 é la #38 di Tung/Richelmi/Aubry a vincere nella 6H di casa per il DC Racing, rimasto senza la #37.
Davidson/Maldonado/Gonzalez #31 riportano DragonSpeed sul podio davanti alla vettura #36 del team Alpine affidata a Thiriet/Lapierre/Negrão.
Da sottolineare che tutte le LMP2 sono arrivate nella classifica Overall alle spalle della Aston Martin #95, prima in GTE.
Dopo il contatto al vertice tra Porsche #92 e Ford #66, da quel momento non piú in gara, la 6H ha visto competitive anche Aston e BMW, successimente sanzionate.
La Porsche ha preso la vetta nella parte centrale della gara prima che la Aston Martin #95 non riuscisse a prendere le redini della classifica e a portare a casa il primo sigillo con la nuova Vantage sulla #91 di Lietz/Bruni e Christensen/Estre #92.
Giù dal podio la seconda Aston con Martin/Lynn #97 mentre deludono le Ferrari e le Ford che pagano tanto da una 911 e da una Vantage davvero competitiva.
Lo spettacolo non é mancato in GTE Am con Ried/Campbell/Andlauer #77 che riprendono con forza 25 punti in classifica dopo l'azzeramento di punti che ha quasi certamente rovinato i piani 2018 per il Dempsey Proton Competition.
Bergmeister/Lindsey/Perfetti #54 chiudono secondi davanti al nuovo trio #88 con Cairoli/Al Qubaisi/Pera, autore di una buona prima volta nel mondiale.
Si difendono Castellacci/Flohr/Fisichella mentre solo quinto posto per Lauda/Lamy/Dalla Lama #98, prima delle Aston Martin che deludono con Adam/Yoluc/Eastwood #90.
A metà del 2019 il WEC riprenderà con le ultime tre prove a Sebring, Spa e Le Mans.
A Sebring si gareggerà sulle 8H come contorno alla magica 12H dell'IMSA.
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