mercoledì 30 gennaio 2019

Spettacolo bagnato

L'edizione 2019 della Rolex 24H at Daytona ci ha regalato emozioni uniche che non vedavamo da molto tempo con una lotta serrata in tutte le classi dal primo all'ultimo minuto di azione.
Una gara segnata da due bandiere rosse causate dal mal tempo che hanno condizionato la parte finale dell'evento.
La prova nella classe regina ha visto da subito la guerra tre le Cadillac #5, #31 e #10 contro le Acura e le due Mazda del Team Joest che dopo la pole si sono messe a dettare il passo cercando di fuggire.
Con una prova condizionata da Caution, la 24H ha visto l'inizio della lunghissima notte che ha salutato la Mazda #77 di Jarvis/Nunez/Rast/Bernhard, la prima a lasciare il trenino di testa comandato principalmente dalla Acura #7 di Rossi/R. Taylor/Castroneves davanti alla Mazda #55 di Bomarito/Tinknell/Pla e alla Cadillac #31di Nasr/Curran/Derani. Dopo aver annullato il minuto di gap guadagnato grazie ad un pit in meno mentre iniziava a piovere, la #31 é stata raggiunta dal gruppo inseguitore.
Con uno spettacolare stint di J. Taylor e Alonso, la vettura #10 che aveva tra le proprie fila anche Van Der Zande/Kobayashi ha preso il gruppo di vetta prima delle difficoltà per la #77 causate dall'arrivo dell'acqua.
Alonso si é scatenato in bellissime manovre passando al comando della prova verso l'alba americana.
Salito Van Der Zande, la Cadillac #31 ha ripreso la vetta iniziando a sfidare la #10 mentre Acura ha iniziato a faticare sul bagnato prima di perdere la vettura #6 di Montoya/Pagenaud/Cameron.
La pioggia si é fatta più pesante e dopo il restart dalla prima rossa per la forte pioggia la Cadillac di Nasr #31 ha passato la vettura #10 che, approfittando di un errore alla prima staccata di Nasr, ha ripreso definitivamente la vetta trionfando per la seconda volta nel catino di Daytona dopo la disfatta del 2017.
Alonso/Van Der Zande/J. Taylor/Kobayashi si sono meritati il successo dove vanno sottolineati i perfetti stint di Taylor e i sorpassi di Alonso che ha finito al top una gara dove ha stupito.
Action Express sigla il secondo posto davanti alla Acura #7 e alla Nissan del CORE autosport con Bennet/Braun/Dumas/Duval #54, staccati 4 giri.
La vettura ha fatto parecchi disastri, nulla in confronto alle Cadillac di JDC - Miller Motorsport o alla #50 del Juncos Racing, più volte fuori pista.
Delude la #5 di Albuquerque/Barbosa/Fittipaldi mentre per quanto abbiamo vista possiamo affermare la velocità delle Mazda che sulle gare sprint potremmo vedere competitive.
Vittoria in LMP2 per la vettura #18 di Gonzalez/Saavedra/Cullen/Maldonado, primi dopo aver passato più giri a sbattere che sul tracciato in una classe che con quattro auto non ha senso.

In GTLM abbiamo vissuto una 24H imprevedibile con tutte le case in bagarre per il primo posto.
Dopo il via, il primo colpo di scena é arrivato dopo 40 min quando la #912 di Bamber/L.Vanthoor/Jaminet ha rimediato problemi alla vettura che hanno sottratto 5 tornate a una delle auto favorite.
5 giri di ritardo sono toccati anche alla Corvette #3 di Garcia/Magnussen/Rockenfeller che in uno dei pit ha rovinato lo sterzo dopo un contatto con la gemella di Miller che é entrato fin troppo allegro nella piazzola della #4.
La #3 e la #912 hanno recuperato i giri persi sulla vetta che vedeva, a sorpresa, oltre alla #911, la Ferrari #62 di Rigon/Molina/Pier Guidi/Calado.
Antonio Garcia si é esaltato nelle ultime ore di asciutto attaccando la leadership di Frédéric Makowiecki dando vita ad una serie di sorpassi che hanno premiato il campione in carica della Corvette, tradito dalla sua C7R allo scoccare della 12°ora per un problema alla vettura che ha fatto riperedere 7 tornate vanificando una rimonta incredibile.
Con il maltempo, oltre alla Ferrari si é aggiunta alla vetta la BMW #25 di Farfus/De Phillippi/Eng/Herta e le due Ford tra cui la #67 che dopo dei problemi alla vettura ha ripreso la top 3. Dopo la red flag, mentre la #912 faticava con Vanthoor e Tandy #911che non trovavano il ritmo sul bagnato, Calado ha preso le redini della gara sulla #912 e sulla BMW #25 che con Farfus ha passato i rivali e ha chiuso la gara al comando quando é scattata la bandiera rossa che ha chiuso la prova.
Un applauso per Alex Zanardi che ha vinto ancora una volta la sua sfida di finire la 24H con una BMW che ha dato qualche problema di troppo dal punto di vista elettronico.
BMW regala la vittoria in onore di Charly Lamm che a 63 anni si é spento dopo anni al vertice del team Schnitzer, dal 1981 fino alla World Cup del 2018, vinta proprio con Farfus nella mitica Macau.
Secondo posto per la Ferrari sulla #912 che ha conquistato il podio grazie alla sanzione di 1 min e 40 rimediata dalla #67 di Bourdais/Westbrook/Dixon, ai box per uno splash finale proprio quando scattava la rossa che chiudeva la gara.

Pazzissima 24H nella classe GTD  con infiniti cambi di leadership che solo negli ultimi giri pre sospensione hanno incoronato la Lamborghini Huracan GT3 che si conferma regina della classica di inizio anno.
Il trio del team Grasser composto da Bortolotti/Ineichen/Engelhart/Breukers #11 ha rivinto la prova approfittando dell'errore di Morad #29 che, girandosi alla prima curva, ha spalancato le porte al sorpasso della #11.
La Huracan é stata vittima di un drive through, uno stop and go, un testacoda e un contatto alla prima curva quando con la pista allagata Tandy ha commesso un errore che ha coinvolto anche la #11.
Alla leadership si sono alternate anche la Porsche #73 di Lindsey/Long/Boulle/Campbell,
la AMG #33 Keating/Bleekemolen/Stolz/Fraga e la già citata vettura #29 di Land con Morad/Mies/Feller/D. Vanthoor, protagonisti come la Lamborghini #11 di una gara travagliata.
La vettura #29 ha chiuso seconda davanti alla Lexus #12 di Motecalvo/Bell/Segal/Telitz.
Ottima gara per le varie Audi e per l'Acura #86 di M. Farnbacher/Hidman/Marks/Allmendinger, a lungo in testa prima di finire nelle retrovie dove troviamo la Ferrari #63 di MacNeil/Vilander/Farnbacher/Westphal, ritirata dopo aver speronato l'incolpevole Porsche #540 del Black Shan Racing, per due volte out alla Bus Stop nel giro di pochi minuti.
Ritiro per la #48 di Sellers/Hardwick/Lewis/Caldarelli mentre peccato per la già citata AMG #33, in testacoda dopo la curva 6 quando era al comando.

Nonostante due eterne bandiere rosse che hanno anticipato la fine effettiva della gara, la 24H di Daytona 2019 restará nella memoria per le spettacolari ed uniche lotte che dal primo giro hanno infiammato il "World Center of Racing" con lotte in tutte le categorie e rimonte pazzesche.
La gara ha premiato meritatamente chi si é giocato il sucesso durante tutte le fasi di green flag che tornerà a sventolare in occasione della 12H di Sebring in programma a metà marzo, altro appuntamento valido per la Michelin Endurance Cup.

Velocità supersonica

GT4 e TCR regalano da subito emozioni nel rinnovato IMSA Michelin Pilot Challenge che si é aperto con la BMW Endurance Challenge at Daytona disputata sulle 4H.
La vettura #75 di Holton/Wittmer ha dominato per le prime 2H con una velocità di punta intoccabile dal resto del gruppo.
Dopo uno dei tanti restart, Wittmer ha commesso un
Jump start che sembrava vanificare il lavoro fatto fino a quel momento.
La McLaren #75 si é messa a caccia mentre davanti era il duo Lazare/Fergus #69 a farsi minaccioso su McQuarrie/Westphal #39 che gestivano la gara.
Dopo l'ultimo pit, con il gioco delle strategie é stata la Aston Martin #99 di Ferrera/Wilson a prendere il comando mentre dietro Holton recuperava terreno approfittando delle tante caution.
Holton, risalito in auto, ha passato Lazare prima di andare a caccia di Westphal quando mancava meno di 20 min alla fine.
Il pilota Audi si é messo in attesa degli sviluppi della lotta al veritice che sembrava destinata a chiudersi nel successivo passaggio nel tri - ovale.
Usciti dalla Bus Stop, la McLaren ha affiancato la Aston Martin dando vita ad un side by side che nel giro di qualche secondo si é trasformato in un 3 wide con Westphal che all'esterno ha passato i due rivali in staccata, appena prima dello scoccare di un incidente poco prima del Kink.
Il restart ha visto Holton beffare i due rivali presentandosi all'International horseshoe da leader.
Holton/Wittmer hanno battuto il duo Aston Ferrara/Wilson che al photofinish ha sconfitto Fergus/Lazare.
Bella prova per Clay/Jones #82 ma anche per la Mustang #22 di Cindric/B. Johnson/C. Briscoe.
Deludono le Cayman mentre un po' sottotono le AMG, solo sesta la migliore con Dontje/Ward #33.

Side by side a non finire in TCR dove finalmente abbiamo abbandonato il monologo Audi che ha lasciato spazio ad una splendida lotta tra Alfa Romeo e Honda. Tutto questo dopo l'erroraccio commesso da Carpentier/O' Rourke #10 e Johnson/Simpson/M. Taylor che alla temibile staccata della Bus Stop, quando si trovavano in prima e seconda piazza, hanno buttato il tutto in fumo toccandosi e finendo violentemente a muro.
Questo ha spalancato le porte alla Giulietta #3 di Popow/Papadopulos, out dopo 3H di gara e una lotta con le Honda  Civic che al traguardo hanno festeggiato una favolosa doppietta con  O' Gorman/Blackstock #37 e Pombo/LaMrrra, rispettivamente primo e secondo.
Podio per l'Audi di Galante/Vance/Salinsky #23 mentre deludente prestazione per la Hyundai.
Una categoria, quella TCR, che é rinata ed aggiunge interesse al Michelin Pilot Challenge.

Prossima competizione in occasione della 12H di Sebring.

Bird ringrazia Buemi

A Santiago del Cile la Formula E ha disputato il terzo evento stagionale dove ad imporsi  è stato Sam Bird, bravo a sfruttare il grave errore del poleman Buemi, finito a muro dopo svariati giri al comando.
Nella prima parte di gara Buemi, Bird e Wehrlein hanno impostato il loro ritmo allungando sugli inseguitori che regalavano spettacolo a suon di sorpassi e toccate al limite fino a 25 minuti dal termine quando è stato chiamato il FCY per consentire ai commissari di spostare la Dragon Speed di Günther, rimasto fermo sul rettilineo principale.
Alla ripartenza, Bird non ha lasciato respirare Buemi standogli sempre addosso e facendosi vedere negli specchietti dello svizzero ad ogni staccata.
L'alfiere Nissan è finito a muro lasciando così strada a Bird che, cosi come a Marrakech, ha mostrato un ottima difesa nei confronti di Wehrlein.
Sims  ha concluso 3° al traguardo ma non ha potuto unirsi ai festeggiamenti a causa della penalizzazione dovuta al testacoda di Mortara, da lui causato, lasciando così posto ad Abt.
Buone le prestazioni di D'Ambrosio 8° che limita i danni dopo una brutta qualificazione e mantiene la leadership nella classifica piloti mentre Turvey  conquista i primi punti per Nio.
Prossima prova il 16 febbraio in Messico.

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