giovedì 19 ottobre 2017

Review - WeatherTech Sports Car Championship

Anche quest'anno il WeatherTech Sports Car Championship ci ha riservato un anno ricco di emozioni tra le classiche gare endurance e gli appuntamenti "sprint". Sotto il segno della Cadillac, la classe P ha visto i Fratelli Jordan e Ricky Taylor in splendida forma per tutta la prima parte di stagione. 
Dopo il discusso e decisivo contatto tra Ricky e Filipe Albuquerque in occasione della 24H Daytona, la Cadillac DPi del team WTR #10 ha infilato altri quattro successi consecutivi nei round di Sebring, Long Beach, COTA e Detroit.


Quella di Belle Isle è stata l'ultima vittoria della #10 che ha lasciato spazio ad Action Express ed  Extreme Speed. La Cadillac dell'Action Express #5 ha portato a casa la vittoria nella 6H del Glen mentre la gemella #31 di Curran/Cameron, sfortinatissima per tutto l'anno,  si è tolta l'unica soddisfazione a Mosport.
Road America ha visto il ritorno nella Victory lane della Nissan #2 di Derani/Van Overbeek, sconfitta negli ultimi minuti di Long Beach dalla #10.
A parte Cadillac e Nissan, per i competitors con le LMP2 il campionato è iniziato nel Glen con l'Oreca #85 di Goikhberg/Simpson assoluta protagonista per la vittoria finale contro il trio Fittipaldi/Barbosa/Albuquerque #5, campioni della Tequila Patrol North America Endurance Cup grazie anche al successo di Watkins Glen. 


Oltre all'Oreca #85, Visit Florida, dopo l'acquisto della Ligier al posto della Riley, ha iniziato a macinare gare positive che l'hanno condotta al trionfo a Laguna Seca dopo il magnifico sorpasso di Van Der Zande ai danni della #31 al Cavatappi.
Questo è stato l'unico evento  della stagione che ha visto una P2 europea vincere contro i padroni di casa.
Penske e Rebelion hanno dato filo da torcere nella Petit Le Mans che ha consegnato ai Traylor il titolo e alla #22 di Hartley/Dalzien/Sharp la vittoria assoluta per il team Extreme Speed Motorsport.
Le DPi hanno conquistao praticamente tutte le gare dove hanno corso tranne la gara di Laguna Seca. 
Le LMP2 si sono comunque dimostrate competitive e l'anno prossimo potrebbero rifarsi e dare fastidio alle americane.



La GTLM l'incertezza l'ha fatta da padrona in tutte le gare con le varie case che si sono alternate al successo dopo lo scoppiettante inizio della Ford GT sul tracciato di Daytona.
In Florida la stagione è scattata con Ford, Porsche e Ferrari subito competitive che ci hanno regalato la volata finale della Rolex 24 negli ultimi minuti.
Il primo sigillo della #68 di Müller/Bourdais/Hand ha subito fatto immaginare a quello fatto vedere dalla casa americana dopo Le Mans 2016 dove mise tutti in riga. 



Questo fortunatamente non è accaduto con la Corvette #3 che, dopo una pessima Daytona, vinceva a Sebring con il trio Rockenfeller/ Garcia/Magnussen. 
Gli ultimi due, dopo la rocambolesca sconfitta tra i muri di Long Beach, dove finirono nell'intoppo all'ultima curva nell'ultimo lap, hanno rivinto al COTA prima di spostarsi a Le Mans.
Dopo la pausa WEC, che regolarmente coincide con il round di Detroit, la giallona #3 ha concesso qualche momento di gloria alla BMW #25 di Auberlen/Sims.
Nel Glen i due hanno respinto gli attacchi delle due Ford mentre Porsche si faceva vedere nelle parti alte del gruppo prima di essere rallentata per una foratura.
La #911 e la #912 sono state assolute protagonie della parte centrale del campionato sul tracciato di Lime Rock dove non c'è stata storia. Anche a Mosport, qualche  settimana prima, ci si aspettava il successo ma i bavaresi hanno respinto a Stoccarda la #911 che con Pilet/Werner conquistò una pole stratosferica.



Risi, causa dell'incidente a Le Mans, ha deciso di rinunciare alle gare post Le Mans prima di tornare in pista a Road Atlanta dove ha conquistato il podio.
Dopo il round in Connecticut, in Wisconsin abbiamo ritrovato la Ford sul gradino più alto del podio con la #66 di Müller/ Hand. Una delle gare decisive è stata sicuramente quella in Virginia che ha visto la Corvette #3 conquistare la prova approfittando dei problemi della #25 di Auberlen/Sims.
Quest'ultima ha perso ulteriori punti a Laguna Seca dove si è insabbiata.
La Corvette di Garcia/Magnussen ha potuto giungere in Georgia con il titolo in tasca dove ha comunque dato battaglia per il successo della NAEC.
La serie Endurance è stata vinta dal duo Pilet/Werner, più costanti della #3, vincitrice del titolo GTLM.



Se la GTLM è una classe indecisa, la GTD non è stata da meno. La serie ha premiato i più costanti in tutto l'anno,  
che dopo ottimi piazzamenti hanno chiuso la faccenda a Laguna Seca dove finalmente è arrivato il titolo. 
La Rossa del team Scuderia Corse, affidata al duo Nielsen/Balzan, si è dovuta difendere dalla performante AMG #33 di Bleekemolen/Keating trinciatrice a Sebring.




Oltre alla Mercedes, la 488 #63, è stata più volte attaccata dalla nuova Acura NSX GT3 #93 di Lally/Legge che se avesse inziato l'anno come ha corso da Belle Isle in poi avrebbe potuto aspirare a qualcosa in più. 
La vettura nipponica ha conquistato le prove di Detroit e Watkins Glen dove sono arrivate vicine alla doppietta se la #86 non si fosse fermata sul tracciato in T1. Porsche è scomparsa dalla vetta del gruppo dopo il successo a Daytona mentre sarebbe stato interessante un impegno continuo da parte di Land Motorsport che quando ha corso ha fatto benone: 2° a Daytona e 1° alla Petit Le Mans.
Quest'anno bene anche Lamborghini a differenza di un'anno fa con una vittoria al VIR con la #16 e diverse pole con la #48.
BMW ha portato a casa la prova di Road America ma in ottica campionato sono stari troppi i punti lasciati in strada durante l'anno.
La Mercedes #33 di Keating/Bleekemolen/Farnbacher ha portato a casa la North America Endurance Cup.



In PC, serie giunta a fine della sua storia, ha visto il duo French/O'Ward #38 vincere entrambi i titoli in palio.


L'anno prossimo ritroveremo dunque P, GTLM e GTD che da qualche anno a questa parte ci esalta con le sue interessanti gare indecise sin sotto alla Checkered Flag. Il WeatherTech Sports Car Championship si prepara per un altro anno da favola che scatterà nel catino di Daytona per la storica 24H che sicuramente ci farà saltare sulla sedia.


 Immagini tratte da Motorsport.com

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