lunedì 11 dicembre 2017

Review - F1

Ferrari - Mercedes, Hamilton - Vettel tra chiacchere e le solite polemiche, il mondiale di Formula 1 2017 non ha mancato di regalarci emozioni anche se obiettivamente sin da metà anno si era ben chiaro l'esito finale. Forse a sorpresa, il campionato si è aperto con il successo di Vettel prima di ripetersi in Barhain, terza gara della stagione dopo il sigillo di Lewis in Cina. Buttato alle ortiche il round di Sochi dove  Bottas trionfò su Vettel partito malissimo, la campagna europea è iniziata con la lotta tra Hamilton e Vettel per la prima piazza.
 
 
 
L'unico vero corpo a corpo in tutto il campionato a Montecarlo con il ferrarista che ha siglato un'importante gara infliggendo una pesante doppietta alla Mercedes di Bottas e soprattutto di Hamilton che ha avuto un fine settimana nero.
A Montreal, Vettel ha gestito il vantaggio come a Baku dove i due duellanti si sono presi a ruotate regalando cosi il successo a Ricciardo, autore di una gara pazzesca in Arzerbaijan ma purtroppo per lui è stata una stagione un po' sfortunata che ha ricalcato quella di Verstappen, sul gradino più alto del podio negli eventi di Malesia e Messico.
Come successo un'anno fa, l'estate ha visto protagonista Hamilton trionfatore nel giardino di casa di Silverstone dove ha accorciato sensibilmente il distacco da Vettel, rifuggito in graduatoria all'Hungaroring.
 
 
 
Dopo la pausa estiva il circus si è spostato nelle Ardenne di Spa dove è simbolicamente iniziato il calvario delle Rosse. I brutti incubi di Monza, dove Vettel ha subito la furia Mercedes, si sono tramutati in realtà nei successivi round di Malesia, Suzuka e soprattutto Singapore, primo round dei tre orientali. Il seguito dell'annata lo conosciamo con le Mercedes che hanno ammimistrato il vantaggio portando a casa entrambi gli allori più preziosi per la quarta volta consecutiva. 
Hamilton è stato più forte senza dubbio ma Vettel ha buttato via la possibilità di inseguire  l'inglese in troppe occasioni come le pole mancate quando le Mercedes arrancavano ma soprattutto la ruotata di Baku e l'incidente dopo pochi metri a Singapore.
Sotto i riflettori asiatici doveva essere la domenica del rilancio, quanto meno per giocarsela con le freccie d'argento. Perdere perché si è inferiori è una cosa, regalare punti su punti ai diretti avversari è un'altra.
 
 
 
La SF70 H si è comportata sicuramente meglio del modello precedente ma ha pagato l'affidabilità.  Una carta fondamentale in una F1 che l'anno prossimo ridurrà ulteriormente il numero di motori in una stagione passando da 4 a 3.
Lasciate da parte le sei auto già citate, la quarta forza in campo è stata la Force India con Perez ed il veloce Ocon. Nonostante i litigi interni, anche accesi come a Baku o Spa, la vettura rosa ha dimostrato di averne di più rispetto alla deludente Haas e alle due Renault, non performanti.
Hulkenberg ha dato il massimo in tutte finendo bene l'anno grazie ad una macchina cresciuta nell'arco del campionato. 
 
 
 
Un altro corridore che si è ben comportato in questo 2017 è stato Carlos Sainz,  nono in classifica finale davanti a Hulkenberg, compagno di team nelle ultime gare e soprattutto più veloce delle Williams con Stroll e Massa poche volte nelle zone alte della classifica. 
Come spettacolo in pista ne abbiamo visto un po' di più rispetto all'anno passato anche se sono ancora troppe le gare ammazzate dopo i 300 metri della partenza come vissuto ad Abu Dhabi.
Baku, Budapest, Barcellona e in altre poche occasioni abbiamo assistito a qualche sorpasso in più e non solo quelli tra i due Force India. L'anno prossimo nuove gomme, meno motori, ma molto probabilmente rivedremo la stessa opera degli ultimi due anni.
 
 
 

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